In Internet e dintorni

milliondollarhomepageL’altra sera facendo zapping (ma com’è che ‘sta parola è passata di moda?) ho intercettato per dieci minuti l’ultimo programma di Piero Angela. Si parlava dello strabiliante valore che assunsero per un certo periodo i bulbi di tulipano. Naturalmente stiamo parlando del 1600, ma ho verificato: secoli fa c’erano persone disposte a vendere la propria casa per un tubero. Quando il mercato crollò non se lo aspettava nessuno, e l’Olanda attraversò un periodo di depressione economica.
Pochi anni dopo la sua nascita, il Web è diventato una macchina per fare soldi. Parliamo della fine secolo scorso. Dopo la bolla dei titoli azionari che arricchì e poi smontò i brokers di Wall Street negli anni Ottanta, la compravendita di domini è diventata uno dei nuovi business.

I cosiddetti domain brokers, figure professionali dai confini poco definiti, annusano in anticipo il nome vincente, investendo pochi dollari sperando di moltiplicarli nel futuro. Alcuni ci sono riusciti, primo fra tutti Gary Kremen nel 1994 registrò il dominio Sex.com, per poi rivenderlo nel 2006 per 14 milioni di dollari.

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