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In un pot pourri di colori e musiche revival, da Donatella Rettore fino a Gloria Gaynor, sabato scorso Genova ha ospitato le migliaia di persone accorse a manifestare l’orgoglio gay.

Non sono mancate le polemiche, anzi, come si dice a Genova, non sono mancati i “mugugni”, ma resta il fatto che la sfilata dei carri è stato un evento coinvolgente, anche per chi non ne sapeva nulla, e si è ritrovato a salutare e ballare ai bordi delle strade, anziché fare il solito shopping del sabato pomeriggio. La festa è stata organizzata nei dettagli, con il giusto servizio d’ordine e un percorso annunciato da mesi, ma non solo. Decine di ottimi slogan hanno contribuito a rendere più più pepato l’incontro.

Oltre alle (tante) scritte contrarie alle idee del Vaticano, soprattutto riguardo al veto dell’uso dei preservativi, qualcuno ha usato la fantasia. Agli organizzatori va il merito di un copywriting divertente e appropriato. Sul carro dell’orgoglio transessuale capeggiava la citazione “Direzione ostinata e contraria”, un omaggio al cantante genovese Fabrizio De André. Accanto al disegno di due ragazze che si baciano si legge “A chi ama chi le somiglia”, su tanti mini-picchetti “L’amore tra uguali non è così diverso“, o un sibillino “Osare la speranza”. Vecchi proverbi presi in prestito, come: “Sesso, razza, credo, bello perché vario”, un deciso “I pazzi siete voi”, molti e semplici “Laica”, in talune occasioni personalizzati in “Laica virgin”…

E ancora: “Nato maschio… Ora Divina!”, “Diversi da chi?“, “Sono gay, ma non mi piace Raffaella Carrà”, e, da citare come esempio di estrema semplicità, qualcuno indossava una T-Shirt con su scritto il numero di telefono. Certo, in pubblicità le rime sono passate di moda, ma su magliette e striscioni qualcuna è sopravvissuta: “Niente diritti se stiamo zitti”, “Nè stato nè dio sul corpo mio”, “In Spagna sposate, in Francia pacsate, in Italia discriminate”. Ci si aspettava trasgressione, ma la parata è stata soprattutto ironica, grazie ad alcune trovate, come un allegro carro “Gay Hospital” guidato da un’equipe di avvenenti dottori, o il promettente collettivo delle Etero Scontente.

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