In Dentro alla comunicazione, Pubblicità

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Pubblicità progresso, pubblicità non commerciale. La pubblicità non commerciale permette allo Stato e ad altre organizzazioni di veicolare messaggi orientati ai valori collettivi, al benessere sociale. La si definisce “non Commercial”, “no profit”, “non Product advertising”. Il suo campo d’azione non è semplice da definire.

Il confine con la pubblicità commerciale sembra essere molto labile e sottile.  La distinzione definitiva sta nel fatto che questo tipo di comunicazione vuole promuovere idee, concetti valori. E’ ovvio che la pubblicità utilizzi i valori sociali come mezzo e non come fine.  Qui sta la differenza. La pubblicità commerciale usa i valori per vendere i propri prodotti , la pubblicità progresso usa le stesse tecniche e gli stessi canali di comunicazione ma lo scopo ultimo è la promozione dell’idea. I concetti veicolati utilizzano i meccanismi dell’advertising  per aumentare le possibilità di arrivare a tutti.

Un segnale chiaro che differenzia dalla pubblicità “classica” è il fatto che la social advertising non crei nuovi valori o nuovi atteggiamenti da seguire, ma al contrario, vuole evidenziare atteggiamenti, valori e comportamenti già parte della società.

Una sorta di specchio che in alcuni casi deforma, in altri chiarisce la società.

In Italia la storia della no profit advertising ha inizio negli anni 70 con l’associazione volontaristica Pubblicità Progresso, divenuto unico termine per indicare questo tipo di azione nel nostro paese. L’obiettivo dell’Associazione è offrire un contributo alla soluzione dei problemi morali, civili della comunità italiana.  Vuole dimostrare l’utilità di un intervento pubblicitario professionale che promuova una corretta comunicazione sociale.

Ecco un esempio di Pubblicità Progresso su You Tube


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