In Dentro alla comunicazione

Una volta il prezzo di qualcosa che veniva acquistato, si trattasse di pane, di un vestito o di un medicinale, corrispondeva al valore di quel determinato oggetto. Ora non è più cosi.

Le cose necessarie, come il pane, l’acqua e tutto ciò che è ritenuto basilare e di cui non si può fare a meno, devono costare poco, devono essere accessibili a tutti. Corretto.

Al contrario le cose superflue costano di più, ed è normalmente accettato. Vengono acquistate per permettere di esprimere  la propria personalità. In Italia, in Occidente in senso più ampio, il modo di essere e di stare nella società,  si manifesta e afferma solo tramite i beni esibiti.

L’ultimo gadget tecnologico ci fa sentire multiculturali e non inferiosi ad altri. Quindi siamo disposti a spendere cifre folli per averlo.

Ma il problema nasce quando sono i generi di prima necessità ad aumentare il loro prezzo e non va più bene.  Ma non perchè , diventino, in questo modo, meno accessibili ma, perchè devono mantenere un prezzo basso in modo tale che io possa permettermi  l’ultima borsa di Gucci che mi fa star bene, come persona.  Ma se non potessi mangiare, nemmeno un pezzo di pane… starei bene con la mia Gucci?

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