In Dentro alla comunicazione, Internet e dintorni, Tecnologie

E’ l’ultima comunità digitale. Si chiama INSTAGRAM, è un’applicazione fotografica, al momento solo per iPhone. Permette di scattare, modificare, condividere e commentare fotografie. E’ definibile, esagero forse, come il Twitter della fotografia.

Come ogni community che si rispetti è cresciuta in modo esponenziale e piace sempre di più. Un po’ di numeri per rendere l’idea: 200 milioni di foto caricate e 10 milioni di utenti. E’ sempre più frequentata.

A quanto pare condividere è il must dei tempi attuali. Non annoia ancora. A chi usa questa app, come me, piace ficcare il naso negli affari altrui, piace mettere in piazza qualcosa di proprio, mostrarsi.  E nel paese dei narcisi, ha successo, perché fa sentire tutti, almeno in parte, artisti.

Per dirla in un altro modo, diffonde la propria visione del mondo. Si scatta una foto che con le dita può essere manipolata fino ad ottenere il risultato desiderato.  Ed ecco che il capolavoro è pronto per essere pubblicato.  La condivisione avviene oltre che all’interno della community Instagram anche su FB, Twitter o Flickr o altri social network.

 

Viene da chiedersi quanto questa visione del mondo sia effettivamente personale, dato che gli strumenti di ‘manipolazione’ a disposizione sono sempre gli stessi. Ma si potrebbe rispondere che Instagram segue la personalità di ognuno di noi è umorale. E poi ci rimane la fantasia!

Questa app ha, in qualche modo liberalizzato la fotografia, l’ha messa a disposizione di chiunque. Non pone ostacoli in fatto di comprensione  perché parla da sola, utilizza una lingua universale.

Guardandola dal punto di vista del mercato, bisogna dire che si è presa un bello spazio nella fotografia mobile. Spazio, oggi, decisivo visto l’avanzare dell’uso degli smartphone.

 

 

 

 

 

 

Scrivi il tuo commento