In Dentro alla comunicazione, Pubblicità, Ufficio stampa

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Influenza H1N1. Da mesi se ne parla in tv e se ne legge sui giornali. Ma quale è il risultato delle informazioni ricevute, cosa ne pensano gli italiani? sono preoccupati?

Se ne esistesse uno si potrebbe affermare che  il lavoro dell’ufficio stampa dell’influenza suina è stato efficace: la notizia è uscita su qualsiasi mezzo di comunicazione di massa. E come se non bastasse anche chi si è occupato della sua campagna pubblicitaria ha fatto un ottimo lavoro.

Aziende che hanno prodotto per i propri dipendenti spille istruttive: mentre ascolti le parole persuasive del tuo assicuratore e probabilmente firmi con lui un contratto, dal bavero della sua giacca brilla una spilla che chiede scusa perchè ad accordo fatto l’assicuratore non stringerà la mano,” precauzione anti-suina”.

In Messico, focolaio di questa influenza, la campagna di manifesti e opuscoli ha come messaggio chiave “non abbassare la guardia” è necessario continuare a proteggersi ed è consigliato evitare il contatto fisico.

Negli Stati Uniti, sono stati reclutati i Muppet. In Gran Bretagna lo slogan è “catch it, bin it, kill it” e il nemico da battere è lo stranuto.

Ma in Italia quale è la percezione? Ecco i dati di un sondaggio Ipsos: quanto si sente preoccupato per una possibile e rapida diffusione dell’influenza? poco 37%, per nulla 17%, abbastanza 28%, molto 18%.  Si sente informato  e preparato ai rischi che comporta, sui modi per prevenire il contagio e su come comportarsi in cvaso di contagio? si ma solo in parte 44%, si del tutto 15%, ne ho solo sentito parlare 26%, per nulla 14%, non sa 1%.

In Italia ad oggi non vi è nessuna campagna di questo genere, opuscoli a parte, alle frontiere, negli aeroporti e porti. Ma il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dovrebbe occuparsene nelle prossime settimane.

Ma mettendo un momento da parte comunicazione, informazioni che possediamo e campagne pubblicitarie, il virus H1N1 non si è ancora diffuso, non è diventato pandemico. Quello che è, invece,  accaduto è che questa volta la notizia si è diffusa prima che il fatto accadesse.  Perché?

Una prima spiegazione sta nel fatto che ormai tutto quello che passa attraverso gli schermi televisivi è incontestabile verità.  In una trasmissione CNN la famiglia di un ragazzo colpito dal virus fu invitata dalla produzione, ad indossare non necessarie mascherine, per colpire di più il pubblico.

Poi ci sono le case farmaceutiche e i loro “diritti” sul virus.

Infine le notizie che creano confusione, come il fatto che il vaccino esista ma solo in un numero limitato oppure le trasmissioni allarmistiche  dedicate all’influenza e all’ooposto chi la tratta come semplice influenza.

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