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Patatine, accessori, olio per motore, assorbenti da donna, linee complete di bigiotteria (non solo da bambina), set di valigie, make up, pennarelli, quaderni, penne, smalti, bottiglie di vino,  birra becks, macchine fotografiche, bilancia da peso, gelati, lenzuola, dr martins. , sneakers asics, mouse, abbigliamento intimo, caschi…. Si potrebbe riempire una pagina intera.  Qualsiasi cosa possa venire in mente con il marchio della dolce gattina Hello Kitty, esiste. Tutto è stato marchiato indelebilmente da HK

Le note biografiche sono inutili, chi non le conosce?basti ripetere che si tratta della gattina giapponese con il fiore sull’orecchio. Circondata di bianco (il suo colore) e rosa. E che tutti la amano.

Tutti? E’ possibile che riesca a coprire una fetta di mercato così ampia? sì.  E’ sufficiente guardarsi intorno per capire che è la realtà dei fatti. Bimbe con borsette rosa, signore con borse più grandi o ciondoli da cellulare che la raffigurano. Persino la smart tutta rosa.

Hello Kitty sta fra l’accessorio e il gioco. E’ un marchio creato per una generazione ma passato anche ad un’altra e rimane presente in entrambe.

Nulla da dire l’immagine è semplice e chiara: una dolce gattina, i colori semplici: bianco, rosso e rosa piacciono alla maggior parte delle donne. Un abbinamento di colori che funziona non solo sulla carta e  che trasmette perfettamente il messaggio: amore, dolcezza.  Anche il font utilizzato è semplice.

C’è però una cosa che mi incuriosisce da sempre: la mancanza della bocca. La gattina più dolce del mondo intero non può sorridere, mangiare ne parlare!? La spiegazione che da Sanrio (il colosso che la produce) è che Hello Kitty  parla con il cuore non ha bisogno della voce…

O forse, sarà perchè non la dolce micia non deve dire la sua ma, solo piacere agli altri in modo passivo?

 

 

 

 

 

 

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