In Internet e dintorni

CGILSi dice che ne ferisce più la penna della spada. È vero: una frase detta al momento opportuno con il tono adeguato, nel giusto contesto, può scatenare ira o ilarità. Un parola può far molto bene, ma pure molto male. Anche in Rete, la parola scritta è la chiave, o sarebbe meglio dire la keyword, per entrare nel club dei motori di ricerca, per essere letti, commentati, condivisi, “spammati” dai lettori. Recentemente una piccola agenzia di Washington, chiamata LLC, ha lanciato Woofer, un sito che fa il verso al celebre social network Twitter. Se Twitter concede agli utenti 140 caratteri per esprimersi, Woofer è fatto per chi ne esige almeno 1400. Cosa fare con “tanto” spazio? Il messaggio è utile per presentarsi, per parlare. Woofer, dall’inglese woof, “latrato”, è rappresentato da un cane piuttosto aggressivo, con tanto di collare armato di borchie. Abbaiando, il cucciolone fa scappare l’uccellino simbolo di Twitter (in inglese “cinguettare”).

wooferSe un “fischio” non basta, adesso potete abbaiare. Quando tutto sembra già stato detto, o fatto, ecco che si fa avanti qualcuno che dice le stesse cose in modo diverso. Nella sostanza Woofer non contraddice Twitter, così come nessun Social Network, da Facebook a Ning, è diverso. Cambiano nella grafica e nella filosofia, ma si tratta pur sempre di contenitori, pronti ad ospitare parole, immagini, pensieri, e, se proprio si è molto pigri, solo emoticon, le icone che descrivono le emozioni.

I Social Network sono spazi di condivisione estrema, ma spesso diventano luoghi di superficialità. Non potrebbe essere altrimenti, perché sui Social Network siamo tutti uguali (nessuno a più privilegi di altri), e un po’ tutti mediocri. Non sono i nostri pensieri ad essere poveri, forse è solo sbagliato il mezzo con cui scegliamo di esprimerli. Scrivere poche righe non richiede impegno in termini di tempo, e nessuno si aspetta che diciamo qualcosa di particolarmente brillante. In 140 caratteri posso scrivere: “Buongiorno a tutti! Mi sono svegliato male, in frigo non c’è più latte e piove. Mi tocca lavorare 8 ore e non ce n’ho voglia. Voi che fate?!“, ma che cosa sto comunicando davvero? Su Woofer si trovano pezzi dello stesso livello, come: “Louco por ti Corinthians!!!!!!!!!!!!!” ripetuto su 38 righe. è chiaro che l’utente va pazzo per Sport Club Corinthians, ma mi rifiuto di credere che questa sia la strada attraverso cui nasceranno nuove forme di letteratura contemporanee.

TVUKDBI caratteri limitati dei messaggi via telefonino hanno inesorabilmente condizionato il modo di scrivere, soprattutto dei più giovani. Anche chi utilizza quotidianamente la chat ha poco da stare allegro. Chi non si è espresso, almeno un volta con un “ke”, al posto di “che”, o con un “thx” al posto di “thanks”? Mea culpa, è la forza dell’abitudine. L’esempio più celebre di questo slang è un libro, che non raccomando ai maggiori di 14 anni, intitolato TVUKDB – Ti voglio un kasino di bene. Autrice del volume, edito da Fanucci, è Valentina F., una vera teenager, che ha riscosso enorme successo.
Da quando la grafomania è diventata letteratura? Prima della diffusione di Internet gli aspiranti scrittori sognavano di trovare un editore che pubblicasse il loro libro, perché era l’unico modo per farsi conoscere. Oggi chiunque può avere un pubblico, il problema è sapere cosa dire, e come dirlo.

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