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Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un’offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla ‘minaccia’ di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network più famoso del mondo.

Facebook, come tutti i social network,  ha difficoltà a produrre utili. E’ andata in pareggio per la prima volta nel 2009. Quindi ha bisogno di trovare soluzioni per incrementare il reddito. E che cosa pensa? di voler rendere più mirati e di conseguenza più efficaci e più reddittizi i messaggi pubblicitari. Per fare questo, ha bisogno di conoscere meglio i suoi utilizzatori, ed ecco che tenta di far cadere il muro della privacy e aprire la possibilità di accedere a più dati possibili. Nella pratica, si dovrebbe concretizzare in un cambiamento delle regole interne che permettano di fornire parte dei dati personali a società esterne. Con la solita gabola che, da qualche parte, in carattere minuscolo, sia scritto di negare il consenso all’utilizzo dei propri dati in modo da non essere assaliti da e-mail pubblicitarie.. Non credo la spunta sarà messa ben in evidenza. Comunque, c’è da star tranquilli, le aziende destinatarie dei dati saranno selezionate con attenzione.

Le reazioni più indignate arrivano dalla vecchia Europa mentre gli USA sembrano non reagire. Perche? Negli Stati Uniti prevale la regola del libero mercato, le aziende sono abituate a muoversi ottenendo dati personali e gli utenti sono abituati a fornirli. In Europa non è così, il diritto alla privacy, perlomeno a parole, sembra intoccabile.

Addirittura sembra che l’azione di Facebook, o meglio la reazione europea a questa, possa far scoppiare una caso diplomatico con gli Stati Uniti e scatenare una guerra sulla privacy. Al momento, da quanto si legge su La Repubblica di oggi, Facebook ammorbidisce le polemiche ” Siamo un gruppo globale e proprio per questo cerchiamo di fare in modo che il nostro servizio rispetti tutte le legislazioni delle aree in cui operiamo” è quanto afferma Richard Allan (direttore di Facebook Europa). Certo è che USA e UE hanno due visioni diverse della cosa. Le società americane di internet sono cresciute offrendo al pubblico servizi gratuiti in cambio della fornitura di dati personali (che rendono più efficienti i messaggi pubblicitari) e la Casa Bianca appoggia queste azioni. Dall’altro lato UE ha sancito il diritto alla privacy che va rispettato da Società e Governi.

Il numero di aziende, politici, persone che utilizzano Facebook, nonostante tutto, cresce sempre di più. E moltissimi lo utilizzano per farsi pubblicità. Davvero ci sentiamo così minacciati dal fatto che qualcuno conosca i nostri dati personali? non siamo proprio noi a metterli li?a disposizione delle aziende che magari cercano personale? a disposizione del vicino di casa che appena salutiamo, ma è nostro Amico su Facebook?

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